giovedì 22 giugno 2017

Il blog riapre + Le pubblicazioni che mi sono persa negli ultimi mesi

Buonasera Whispers, per diversi mesi il blog è stato in pausa, ma ora si ricomincia, vi confesso che tutto questo mi è mancato. I miei, nostri, adorati libri sono passati in secondo piano per tanto, troppo, tempo, solo di recente mi sono rimessa in pari con le pubblicazioni degli ultimi mesi: di seguito trovate i titoli che mi hanno maggiormente colpito. Prima di lasciarvi al post desidero rendervi partecipi di una grande novità, la mia assenza ha avuto un motivo ben preciso: la laurea. Ho preferito concentrarmi sulla stesura della tesi, ho fatto una corsa contro il tempo, ed alla fine ce l'ho fatta. Il giorno della seduta è stato in assoluto il più bello della mia vita, il più felice di sempre, ha superato ogni aspettativa. Nelle prossime settimane mi piacerebbe parlarvi della mia creatura: la mia tesi, dovete assolutamente conoscerne la protagonista. A settembre si apre una nuovo capitolo, ma ora voglio godermi l'estate e del meritato relax. Vi lascio alla carrellata di titoli che sono finiti nella mia wish-list, qualcuno vi ispira o lo avete letto?


Wolf 2: Il giorno della vendetta di Ryan Graudin 
È il 1956 e il mondo è in fermento: dopo decenni di dominio assoluto, Hitler è stato assassinato e la Resistenza è pronta a prendere le armi. A innescare la scintilla è stata Yael, la ragazza dagli straordinari poteri mutaforma, miracolosamente sopravvissuta al campo di concentramento. È solo grazie al suo coraggio se il Nuovo Ordine ha le ore contate. O almeno così tutti credono. Ma la verità è molto più complicata di come appare, e le conseguenze di quanto è accaduto sono devastanti. Ora Yael è in fuga in territorio nemico. Non è sola, però. Insieme a lei ci sono Luka e Felix, i due ragazzi che ha dovuto tradire per portare a termine la sua missione e che adesso vuole proteggere a ogni costo. Ed è nel bel mezzo del caos che il passato e il futuro di Yael si scontrano, obbligandola a fare i conti con i propri sentimenti. Odio e amore, vendetta e perdono. Scegliere non è facile, soprattutto quando sul piatto della bilancia ci sono da un lato il destino del mondo intero e dall’altro la vita di chi ama. Quale sarà la scelta di Yael? Vita o morte? 

The tower. Il millesimo di Katharine McGee
Manhattan, 2118. New York è diventata una torre di mille piani, ma le persone non sono cambiate: tutti vogliono qualcosa, e tutti hanno qualcosa da perdere. La spregiudicata Leda, che brama una droga che non avrebbe mai dovuto provare e un ragazzo che non avrebbe mai dovuto toccare. La viziata Eris, che dopo aver perso tutto in un istante vuole risalire, ma presto comincerà a chiedersi quale sia veramente il suo posto. L'intraprendente Rylin, che un lavoro ai piani alti trascinerà in un mondo - e in una relazione - mai immaginati: la nuova vita le costerà quella vecchia? Il geniale Watt, che può arrivare ai segreti di ciascuno e, quando viene assunto per spiare una ragazza, si troverà imprigionato in una rete di bugie. E sopra tutti, al millesimo piano del Tower, vive Avery, disegnata geneticamente per essere perfetta. La ragazza che sembra avere ogni cosa, tormentata dall'unica che non dovrebbe nemmeno desiderare...

Victoria di Daisy Goodwin
Vittoria ha solo diciott’anni quando, nel 1837, la morte dello zio Guglielmo IV la innalza al trono d’Inghilterra. Esce da un’adolescenza malinconica e nei suoi primi giorni da regina viene guardata a vista dalla madre e dall’onnipresente e ambizioso Sir Lord Conroy, che esercita una grossa influenza sugli affari di stato e si sente minacciato dal carattere indipendente della giovane sovrana. Sebbene il potere la seduca fin da subito e le conferisca una straordinaria energia, le prime mosse dell’inesperta Vittoria sono però piuttosto avventate, soprattutto quando solleva pesanti, e ingiusti, sospetti contro l’inseparabile dama di compagnia di sua madre, accusata di intrattenere una relazione con l’odioso Conroy. Questo e altri passi falsi gettano una luce sinistra sulla regina, che non piace né al parlamento né ai sudditi. Gli scandali si succedono, insieme agli intrighi della corte per ostacolare la sua ascesa. Inoltre, agli stentati inizi sembra che stia per aggiungersi un matrimonio di pura convenienza dinastica. E invece... Le nozze con il cugino Albert si riveleranno il felice punto di svolta della vicenda pubblica e sentimentale di Vittoria d’Inghilterra, destinata, grazie alla non comune abilità politica e all’intrepida personalità, a segnare l’Ottocento britannico e a diventare una delle più grandi figure femminili della storia.

Diabolic di S.J. Kincaid 
Un diabolic non conosce la pietà.Un diabolic è potente. Un diabolic ha un solo compito: proteggere la persona per la quale è stato creato. E per farlo è disposto a tutto.
Per Nemesis questa persona è Sidonia, unica erede del senatore von Impyrean, noto in tutta la galassia per i suoi contrasti con l'Imperatore. Anche se sono cresciute insieme, l'una accanto all'altra, il loro non è un rapporto tra pari. Nemesis, se necessario, darebbe la vita per Sidonia. E non esiterebbe a eliminare chiunque ne mettesse in pericolo la sicurezza. Sidonia, infatti, è tutto il suo universo. Senza di lei, la diabolic non avrebbe ragione di esistere.
Perciò quando l'Imperatore della galassia, uomo crudele e assetato di potere, convoca Sidonia a corte con l'intento di prenderla in ostaggio e colpire così il padre ribelle, a Nemesis non resta che una soluzione per proteggerla: sostituirsi a lei e partire alla volta del palazzo imperiale.
Una volta lì, mentre l'incombere della ribellione inizia a far tremare l'Impero, Nemesis si ritrova catapultata in un mondo di individui ambigui e corrotti, e scopre così in sé un'umanità ben più profonda di quella trovata tra i cosiddetti esseri umani. Ciò che ancora non sa è che proprio questa potrebbe essere la chiave per salvare se stessa e forse anche l'Impero...

Questo canto selvaggio (I mostri di Verity Vol. 1) di Victoria Schwab
Per anni Verity City è stata teatro di crimini e attentati, finché ogni episodio di violenza ha cominciato a generare mostri, creature d'ombra appartenenti a tre stirpi: i Corsai e i Malchai, avidi di carne e sangue umani, e i Sunai, più potenti, che come implacabili angeli vendicatori con il loro canto seducente catturano e divorano l'anima di chi si sia macchiato di gravi crimini. Ora la città è attraversata da un muro che separa due mondi inconciliabili e difende una fragile tregua: al Nord lo spietato Callum Harker offre ai ricchi protezione in cambio di denaro, mentre al Sud Henry Flynn, che ha perso la famiglia nella guerra civile, si è messo a capo di un corpo di volontari pronti a dare la vita pur di difendere i concittadini e ha accolto come figli tre Sunai. In caso di guerra la leva più efficace per trattare con Harker sarebbe la figlia. Così August, il più giovane Sunai, si iscrive in incognito alla stessa accademia di Kate per tenerla sotto controllo. Ma lei, irrequieta, implacabile e decisa a tutto pur di dimostrare al padre di essere sua degna erede, non è un'ingenua...

giovedì 9 marzo 2017

Recensione: "La moglie del Califfo" di Renée Ahdieh + Anteprima: "La rosa del Califfo"

Buonsalve Whispers, sta per scoccare la mezzanotte e tra poco compirò 23 anni, alla vigilia di questo giorno speciale voglio parlarvi di un romanzo che ho perdutamente amato: "La moglie del califfo" di Renée Ahdieh. Inizialmente ero scettica se acquistare o meno questo libro, poi mi sono dovuta ricredere. Questo romanzo è unico, imperdibile. Io ho l'ebook ma a breve conto di comprare il cartaceo, non vedo l'ora sia aprile per avere il seguito.

La moglie del califfo di Renée Ahdieh
Al calar del sole sul regno di Khalid, spietato Califfo diciottenne del Khorasan, la morte fa visita a una famiglia della zona.Ogni notte, infatti, il giovane tiranno si unisce in matrimonio con una ragazza del luogo e poi la fa uccidere dopo aver consumato le nozze, prima che arrivi il nuovo giorno. Ecco perché tutti restano sorpresi quando la sedicenne Shahrzad si offre volontaria per andare in sposa a Khalid. In realtà, ha un astuto piano per spezzare quest’angosciosa catena di terrore, restando in vita e vendicando la morte della sua migliore amica e di tante altre fanciulle sacrificate ai capricci del Califfo. La sua intelligenza e forza di volontà la porteranno a superare la notte, ma pian piano anche lei cadrà in trappola: finirà per innamorarsi proprio di Khalid, che in realtà è molto diverso da come appare ai suoi sudditi. E Shahrzad scoprirà anche che la tragica sorte delle ragazze non è stata voluta dal principe. Per lei ora è fondamentale svelare la vera ragione del loro assurdo sacrificio per interrompere una volta per tutte questo ciclo che sembra inarrestabile.

Recensione
La moglie del Califfo di Renée Ahdieh è un romanzo dal sapore esotico, dalle note speziate.
La prosa è seducente e melodiosa, l'autrice come un'incantatrice di serpenti ammalia il lettore, lo ipnotizza. Le accurate descrizioni dipingono, con pennellate decise, le mille sfumature dell'Oriente, ci svelano le meraviglie del Khorasan, e ci permettono di scorgerne le ombre che si annidano tra i corridori del lussureggiante palazzo del Califfo. 

La Ahdieh fa su una raccolta di novelle millenaria, quella de Le mille è una notte, vi ricama sopra in modo assolutamente soddisfacente. Lei, come la protagonista Sharzad, è un'abile cantastorie, e noi come il Califfo, pendiamo dalle sue labbra.
Servendoci di un gergo artistico possiamo dire che l'autrice, attraverso un accurato gioco di chiaro scuri mette a nudo le anime dei suoi personaggi.
Shazi è una giovane donna bellissima, coraggiosa, e dalla lingua tagliente. Khalid, il Califfo inizialmente viene tratteggiato come un assassino dall'aspetto affascinante e dallo sguardo glaciale, ma cosa si cela oltre le apparenze?
Anche i personaggi di contorno sono caratterizzati con maestria: Tariq, l'amore infantile di Sharzad, è accecato dal sentimento che nutre verso di lei, Jalal, cugino del sovrano e capitano delle guardie, è un uomo di bello aspetto ed ironico, mentre Despina, l'ancella, è una spia o un'amica?

Il desiderio di vendetta si frantuma al cospetto di un sentimento di altra natura, un sentimento sbocciato nell'odio, forgiato dal tradimento e dal senso di colpa.
L'amore che lega Shazi e Khalid arde tra le pagine del romanzo, infiamma l'animo del lettore, è devastante e non lascia scampo.
Se i due sventurati amanti devono fare i conti con un destino beffardo e spietato, il lettore, nel finale, è la vittima perfetta di un'autrice crudele e geniale.
Ho adorato perdutamente questo romanzo: dove vita, morte e rinascita tessono la trama di una storia indimenticabile.



La Rosa del Califfo 
In uscita il 27 Aprile

Shahrzad è stata la moglie del califfo di Khorasan. era giunta nella sua dimora con lo scopo di vendicare la morte di altre fanciulle andate in sposa a lui. Poi il suo piano è saltato, Khalid non è infatti il mostro che tutti credono. È un uomo tormentato dai sensi di colpa, vittima di una potente maledizione. Ora che è tornata dalla sua famiglia, Shahrzad dovrebbe essere felice, ma quando scopre che Tariq, suo amore d’infanzia, è alla guida di un esercito e sta per muovere guerra al califfo, la ragazza capisce che deve intervenire se vuol salvare ciò che ama. Per tentare di evitare una sciagura, spezzare quella maledizione, ricongiungersi a un uomo di cui ora scopre di essersi innamorata, Shahrzad farà appello ai suoi poteri magici, a lungo rimasti sopiti dentro di lei…



martedì 7 marzo 2017

Essere donna è ... #weareallwonderwomen

Essere donna è un'eredità .
Noi donne di oggi dobbiamo dire grazie alle donne di ieri, a quelle che hanno sacrificato tutto per non essere considerate più creature inferiori, per non essere unicamente l'angelo custode del focolare domestico, per permettere a noi oggi di essere tutto ciò che vogliamo.

Essere donna è una sfida quotidiana. 
Noi donne lottiamo contro i pregiudizi, contro gli sguardi famelici, contro quanti vedono nel corpo femminile esclusivamente "l'oggetto del desiderio" e niente di più. 
Lottiamo per avere ciò che ci spetta. Lottiamo perché oltre a delle forme generose ed un bel volto c'è un cervello pensante che vale molto di più. Lottiamo per far sentire le nostre voci, perché mai più nessuno deve permettersi di tapparci la bocca. Lottiamo per ricoprire ruoli di primo piano a livello mondiale perché non siamo più solo "la grande donna che c'è dietro il grande uomo". 
Combattiamo ogni giorno, anche quando l'umore è a terra, ci "armiamo" del nostro miglior sorriso, a volte mettiamo un filo di trucco ed affrontiamo la vita a testa alta.

Essere donna è una tragedia.
Morte. Violenza. Sangue. Troppe sono le bambine, le ragazze, le donne che hanno incontrato sul loro cammino un mostro, un essere abominevole uscito da un racconto dell'orrore, un carnefice che si è portato via i loro sogni, le loro speranze ed il loro futuro. Troppi sono i nomi che scorrono in tv, troppe le storie di donne che non hanno visto sorgere la luce di una nuova alba. Troppi i processi che uccidono una seconda volta queste vittime innocenti non assicurando alla giustizia i loro assassini.

Essere donna è complicato.
Gli uomini hanno ragione quando dicono che siamo un rebus, un enigma senza soluzione. 
Cari uomini, vi svelo un segreto, a volte nemmeno noi siamo in grado di capirci. Resteremo per sempre uno dei misteri irrisolti dell'umanità. 
L'unico consiglio che posso darvi da donna è quello di non arrendervi, di provare a svelare l'arcano. .
Quando sorridiamo non significa che siamo felici. 
Quando siamo arrabbiate non significa che dovete starci alla larga. 
Quando vogliamo apparire forti e sicure di noi, non è detto che le gambe non ci tremino, forse vorremmo una parola di incoraggiamento o un abbraccio.

Noi donne dovremmo imparare ad amarci di più, accettando i nostri difetti e valorizzando i nostri pregi.
Noi donne dovremmo essere solidali le une con le altre, e non delle vipere pronte a gettare veleno e sentenziare sulla vita altrui. Un'opinione contraria la sua esprimere anche in modo educato.
Noi donne dobbiamo insegnare ai bimbi che non si urla in faccia ad una bambina, che non si alzano le mani su di lei, ma piuttosto deve chiederle di giocare insieme e condividere la sua merenda.
Gli uomini devono amare le donne e non sporcarsi le mani con il loro sangue.
Un uomo non dovrebbe mai dimenticarsi che è stata una donna a donargli la vita!

venerdì 3 marzo 2017

Jhollywood - Recensioni: "Jackie" & "Manchester by the Sea"



Buonsalve Whispers, questa sera ho per voi due recensioni cinematografiche, spesso torneranno anche quelle dedicate ai romanzi letti di recente. Entrambi i film hanno avuto nomination per gli Oscar, ma solo la seconda pellicola, che a me non è piaciuta ha portato a casa una delle statuette più importanti. Vi lascio al resto del post, fatemi sapere se avete visto questi due film.
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Jackie
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Jacqueline Kennedy aveva solo 34 anni quando suo marito venne eletto Presidente degli Stati Uniti. Elegante, piena di stile ed imperscrutabile, divenne immediatamente un'icona in tutto il mondo, una delle donne più famose di tutti i tempi. Poi, il 22 Novembre 1963, durante un viaggio a Dallas per la sua campagna elettorale, John F. Kennedy. Quando Jackie salì sull'Air Force One per tornare a Washington, il suo mondo - così come la sua fede - erano andati in pezzi. Sotto choc e sconvolta dal dolore, nel corso della settimana successiva fu costretta ad affrontare momenti che non avrebbe mai immaginato di dover vivere: consolare i suoi due bambini, lasciare la casa che aveva restaurato con grande fatica e pianificare le esequie di suo marito. Jackie capì subito però che quei sette giorni sarebbero stati decisivi nel definire non solo l'immagine e l'eredità storica di John F. Kennedy, ma anche come lei stessa sarebbe stata ricordata.

Recensione
"Jackie" è un biopic molto intenso e difficile da digerire, durante tutta la visione lo spettatore non può mai prendere "una boccata d'aria". La pellicola è una lunga e dolorosa sinfonia del dolore, gli archi, alternando note stridenti ad altre più melodiose, vanno a colmare il vuoto causato dalla "perdita".

Natalie Portman
è straordinaria, ineccepibile lo studio meticoloso fatto sul personaggio, ogni movimento, ogni parola, ogni sguardo ritrae alla perfezione il doppio volto di Jackie: moglie e madre prima, First Lady poi. Ha trascorso solo due anni alla Casa Bianca, eppure notiamo la sua crescita, dinanzi alle telecamere all'inizio appare impacciata ed a disagio, successivamente, nei giorni più bui, dinanzi alla nazione ha un portamento fiero e composto. 
Il gioco di primi e primissimi ci permette di cogliere ogni sfumatura della sua sofferenza, severa e controllata in pubblico, devastante nel privato. Ridotta, ovviamente, al minimo la presenza di JFK, le poche volte che appare è sempre defilato, l'attenzione dello spettatore è calamitata dalla presenza magnetica di Jackie; il resto dei personaggi sono un semplice contorno. 

Ho apprezzato la narrazione strutturata su più piani temporali, anche se a mio avviso manca qualcosa: com'è nata la storia tra Jackie e John? Forse avrebbero potuto soddisfare questa mia curiosità, raccontando attraverso Jackie l'amore prima della presidenza, prima che tutto cambiasse.
Le immagini di repertorio ed il tour della casa bianca fatto da Jackie/Portman in bianco e nero hanno reso il montaggio più autentico.

Tenace, fragile, elegante, tormentata ed innamorata, tutto questo è la Jackie della Portman. 
Questo film racconta la storia di una donna che ha voluto, come ultimo atto d'amore, imprimere nelle menti degli americani, e di tutto il mondo, il ricordo di suo marito John Fitzerald Kennedy.

giovedì 16 febbraio 2017

Il calendario delle uscite più interessanti di Febbraio

Buongiorno Whispers, come state? Io ho avuto una settimana molto intensa dal punto di vista fisico ed emotivo. Cercherò di ritagliare più tempo per il blog, malgrado la tesi calamiti tutti i momenti che trascorro in casa. Oggi mi è arrivato un bell'ordine di Libraccio, questo sito sarà la mia rovina, a breve caricherò le foto sul mio account instagram. Vi lascio con il calendario delle uscite, a mio avviso, più interessanti del mese di Febbraio. Quali titoli vi ispirano? Attendete altre pubblicazioni?
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La figlia del mercante di seta di Dinah Jefferies l'ho acquistato nel pomeriggio in ebook, è una storia dal sapore esotico che mi affascina ed incuriosisce.
La biblioteca sull'oceano di Ashley Hay, come il precedente titolo, ha un'ambientazione orientale, voglio scoprire il modo in cui le strade di questi tre personaggi si intrecciano tra loro.
Il giardino dei profumi perduti di Jan Moran sarà mio. Le storie d'amore e di vita nate in tempo di guerra mi emozionano sempre moltissimo e spero lo faccia anche questa. Per lo stesso motivo  mi stuzzica I giorni del ritorno di Louisa Young.
Quando l’amore nasce in libreria di Veronica Henry è un libro a cui vorrei dare un'occasione. I romanzi ambientati in libreria mi attraggono, spero però non risulti qualcosa di già visto.
Golden Son – Il segreto di Darrow di Pierce BrownForever - Solamente io e te di Amy Engel sono i sequel di due saghe molto amate, e che vorrei leggere. Red Rising è tra le mie prossime letture.
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La figlia del mercante di seta di Dinah Jefferies
1952, Indocina francese. Dalla morte della madre, Nicole, diciottenne franco-vietnamita, è vissuta all’ombra della bella sorella maggiore, Sylvie. Quando Sylvie prende le redini degli affari di famiglia, che ruotano intorno al commercio della seta, a Nicole non resta che accontentarsi della gestione di un vecchio negozio, nel quartiere vietnamita di Hanoi. La zona, tuttavia, pullula di militanti ribelli pronti a tutto per porre fine alla dominazione francese, persino a tradire i loro cari. In questo clima sempre più teso Nicole scopre la corruzione su cui si regge il sistema coloniale e si rende conto con sgomento che anche la sua famiglia è coinvolta… Nel frattempo, la ragazza conosce Trân, un ribelle vietnamita, e, nonostante sia innamorata di Mark, un affascinante imprenditore americano che incarna alla perfezione l’uomo dei suoi sogni, le sembra finalmente di intravedere una via di fuga da una vita che non ha scelto e da una cultura a cui non sente di appartenere. In un Paese dilaniato dai contrasti, è difficile per Nicole fare la scelta giusta, capire di chi fidarsi…
La biblioteca sull'oceano di Ashley Hay
1952, Indocina francese. Dalla morte della madre, Nicole, diciottenne franco-vietnamita, è vissuta all’ombra della bella sorella maggiore, Sylvie. Quando Sylvie prende le redini degli affari di famiglia, che ruotano intorno al commercio della seta, a Nicole non resta che accontentarsi della gestione di un vecchio negozio, nel quartiere vietnamita di Hanoi. La zona, tuttavia, pullula di militanti ribelli pronti a tutto per porre fine alla dominazione francese, persino a tradire i loro cari. In questo clima sempre più teso Nicole scopre la corruzione su cui si regge il sistema coloniale e si rende conto con sgomento che anche la sua famiglia è coinvolta… Nel frattempo, la ragazza conosce Trân, un ribelle vietnamita, e, nonostante sia innamorata di Mark, un affascinante imprenditore americano che incarna alla perfezione l’uomo dei suoi sogni, le sembra finalmente di intravedere una via di fuga da una vita che non ha scelto e da una cultura a cui non sente di appartenere. In un Paese dilaniato dai contrasti, è difficile per Nicole fare la scelta giusta, capire di chi fidarsi… 

Il giardino dei profumi perduti di Jan Moran
Quando Danielle Bretancourt lascia insieme al marito la Polonia, a bordo di un transatlantico di lusso, affidando alla nonna paterna il suo adorato bambino, non immagina che la sua vita sta per cambiare per sempre. Danielle ha un dono speciale: riesce a creare dei profumi perfetti. La sua famiglia ha prodotto profumi per centinaia di anni e lei intende portare avanti la tradizione. L’anno è il 1939, e la dichiarazione di guerra e l’ascesa dei nazisti nel continente europeo minacciano la sua famiglia, divisa tra la Francia e la Polonia. Passando per Londra, Danielle raggiunge i genitori a Parigi, ma in seguito alla morte del marito, e con l’aiuto del fratello che milita nella lotta clandestina antinazista, torna nella Polonia occupata alla disperata ricerca del figlio, sostenuta dall’affascinante Jonathan Newell-Grey, giovane capitano della Marina. Nonostante le innumerevoli difficoltà e i gravissimi lutti subiti, riuscirà a mettere in salvo alcuni dei suoi familiari fuggendo con loro in America, povera e senza risorse, per iniziare una nuova vita. Una volta a Los Angeles, potendo contare solo sulla sua determinazione e il suo talento, una nuova sfida la attende: conquistare con i suoi profumi la raffinata élite di Hollywood.

Quando l’amore nasce in libreria di Veronica Henry
In uno stretto vicolo di un minuscolo paesino vicino a Oxford si nasconde un posto speciale. È una piccola libreria, tutta di legno. Gli scaffali arrivano fino al soffitto e pile di libri occupano ogni angolo disponibile. Il suo nome è Nightingale Books ed è proprio qui che Emilia è cresciuta. Fra le pagine di Madame Bovary e una prima edizione di Emma di Jane Austen, Emilia ha imparato che i libri possono anche curare l’anima. È proprio questo che suo padre ha fatto per tutta la sua vita e ora è compito di Emilia: aiutare i suoi clienti grazie ai libri. Thomasina, timida e introversa, ha scoperto la cucina e l’amore attraverso i romanzi di Proust e i libri del cuoco Anthony Bourdain; Sarah, la proprietaria dell’antica villa di Peasebrook Manor, trova il suo unico conforto tra le righe di Anna Karenina; Jackson riesce a comunicare con suo figlio solo grazie al Piccolo principe. Perché per ogni dolore, per ogni dubbio, per ogni momento difficile esiste il libro giusto. Un libro che ti può salvare. Un libro che può farti trovare l’amore. Ma adesso la libreria è in pericolo. I conti proprio non tornano, i creditori stanno diventando pressanti e un uomo d’affari senza scrupoli vorrebbe costruire al suo posto degli appartamenti di lusso. La tentazione di vendere è enorme, ma Emilia deve tenere fede alla promessa che ha fatto al padre, deve lottare per la Nightingale Books. Deve continuare ad aiutare gli altri attraverso le pagine dei libri. Grazie alle parole di Camus, Salinger, Burgess e Kerouac, forse Emilia riuscirà a trovare la chiave per risolvere i suoi problemi. Manca solo quella per aprire il suo cuore. 

I giorni del ritorno di Louisa Young
Londra, 1919. È una bella giornata di primavera. La guerra è finita e Nadine è raggiante: indossa l’abito da sposa che le ha passato l’amica Julia. È finalmente pronta a unirsi in matrimonio con Riley, di cui è innamorata sin dall’infanzia. Nonostante lo sposo sia ancora convalescente dalle terribili ferite riportate al volto, è decisa a sperare con tutte le sue forze. Sperare in una vita normale, in un’esistenza accanto all’uomo che ama, dopo tante privazioni e gli orrori delle trincee. Ma Nadine non è la sola a lottare per la speranza. Dopo aver aspettato a lungo che il marito tornasse dal fronte, anche Julia non ha la minima intenzione di arrendersi. Benché Peter si porti dietro traumi difficili da cancellare e abbia scelto di chiudersi in un silenzio ostinato, testimonianza della sofferenza che resta nonostante tutto, è certa che l’amore e la complicità che li univano siano ancora lì, da qualche parte in fondo al cuore. Si tratta solo di trovare il coraggio di riportarli alla luce, un coraggio che finora non le è mai mancato. In un’atmosfera in cui le atrocità della guerra sembrano lontano dall’essere un capitolo chiuso, Nadine e Julia sanno bene che ora sia per loro, che hanno curato i soldati feriti e sono rimaste in attesa, sia per i mariti, che hanno combattuto al fronte, sono in arrivo giorni difficili. Ma non è ancora arrivato il momento di desistere. Sono pronte a sfoderare tutta la forza possibile pur di sconfiggere il dolore che ancora ammanta le loro vite e affrontare con rinnovata fiducia il futuro. Perché, se si sa ascoltare, nulla è perduto per sempre.

martedì 7 febbraio 2017

Jhollywood - Recensioni flash "La battaglia di Hacksaw Ridge" & "Split"

Buonsalve Whispers, finalmente posso urlarlo al mondo: ho finito gli esami, ancora non mi sembra vero, finalmente intravedo il traguardo. Volevo condividere con voi questa grande gioia.
Ora veniamo a noi, anche questa sera per la rubrica #Jhollywood vi auguro la buonanotte con due recensioni cinematografiche, la prima è quella di un film che ha ricevuto molte candidature per gli oscar, la seconda riguarda, invece, una pellicola che ha diviso il pubblico. Taglio corto, vi lascio al resto del post. Fatemi sapere se avete visto queste pellicole o se desiderate andare a vederle.

La battaglia di Hacksaw Ridge
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1942, il giovane Desmond Doss, obiettore di coscienza per motivi religiosi e figlio di un veterano della Prima Guerra Mondiale, decide di arruolarsi per servire il proprio Paese. Dopo un addestramento duro e a tratti umiliante, viene ufficialmente designato come soccorritore nella cruenta battaglia di Okinawa. Senza mai imbracciare un arma, Doss dimostrerà a tutti di essere un grandissimo eroe salvando la vita a 75 uomini e diventando il primo obiettore insignito della Medaglia d’Onore del Congresso, la più alta onorificenza militare Americana. [Trailer]

Recensione  La battaglia di Hacksaw Ridge, film candidato a sei premi oscar, è paragonabile ad un pugno nello stomaco, un film che dilania l'animo dello spettatore. 
Uno dei meriti del cinema è proprio quello di portare alla luce le storie di grandi uomini, sfortunatamente rimasti defilati tra le pagine della storia. 
La pellicola racconta la vicenda del soldato Desmond Doss, obiettore di coscienza, partito per il fronte disarmato, e che è riuscito a salvare più di settanta uomini senza fare distinzione tra commilitoni e nemici. 
Un incosciente? Un folle? No, un uomo dall'immenso coraggio.
Il primo tempo ha una narrazione lineare, in cui spicca una venatura ironica che ho molto apprezzo. Una fotografia luminosa incornicia una toccante storia d'amore e di fede nate in tempo di guerra. Questo, però, è solo l'inizio, la calma prima della tempesta. 
Il secondo tempo, infatti, è scandito da lunghe e drammatiche sequenze di guerra, fatte di esplosioni, corpi dilaniati e disperazione. La fotografia, ora, si spegne, si sporca di polvere, sangue e morte. Allo spettatore non è mai concesso un momento di tregue. La battaglia è dipinta nella sua cruda realtà.
Andrew Garfield è straordinario, mi ha conquistata, emozionata fino alle lacrime. L'ho lasciato supereroe adolescente da cinecomic, e l'ho ritrovato uomo, eroe nell'accezione più nobile del termine. Quello che mi ha più affascinata della sua interpretazione sono gli occhi grandi. All'inizio lo sguardo è sornione, divertito, quello di un ragazzo come tanti, poi, ad un tratto, si fa serio, più consapevole, i suoi occhi divengono per i compagni fonte di coraggio e speranza.
Promuovo a pieni voti tutto il cast.
Le immagini di repertorio che precedono i titoli di coda sono il colpo di grazia per lo spettatore, degna conclusione per un grande film. Impossibile trattenere le lacrime.
Mel Gibson con questa pellicola cerca la redenzione, il perdono, vuole riconquistare il pubblico con una storia dal grande impatto emotivo.

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Split
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Anche se Kevin (James McAvoy) ha mostrato ben 23 personalità alla sua psichiatra di fiducia, la dottoressa Fletcher (Betty Buckley), ne rimane ancora una nascosta, in attesa di materializzarsi e dominare tutte le altre. Dopo aver rapito tre ragazze adolescenti guidate da Casey (Anya Taylor-Joy, The Witch), ragazza molto attenta ed ostinata, nasce una guerra per la sopravvivenza, sia nella mente di Kevin – tra tutte le personalità che convivono in lui - che intorno a lui, mentre le barriere delle le sue varie personalità cominciano ad andare in frantumi. [Trailer]

Recensione • Split è una che film che inganna il pubblico, lo disorienta.
Lo spettatore crede di vedere un thriller/psicologico, quasi tutta la sceneggiatura rimane fedele a tale genere, ma ecco che d'improvviso avviene un cambio di rotta. La pellicola si tinge di venature paranormal/horror, genere caro al regista Shyamalan, tale svolta può piacere ad alcuni ma deludere quanti speravano di vedere un copione ancorato al mondo reale.
Mi ha affascinata, ma ancor più spaventata, la tematica principale del film: il disturbo dissociativo della personalità. 
James McAvoy con la sua schiera di personaggi è diabolicamente affascinante, magnetico. Pochi attori possono accettare e poi vincere una sfida così complessa e seducente. 
Perfetta per il ruolo anche la giovanissima Anya Taylor-Joy.
Il gioco di primi e primissimi piani conferisce alla narrazione un senso costante di angoscia, claustrofobia ed inquietudine. Il ritmo è sempre elevato, la maggior parte delle sequenze hanno luogo nello scantinato, un labirinto in cui lo stesso spettatore è un prigioniero.
L'epilogo può essere compreso a pieno solo da coloro che hanno visto un film di inizio millennio (no spoiler), io non rientro in questa fetta di pubblico.
3/4 di pellicola mi sono piaciuto moltissimo, il finale invece mi ha deluso.
Ora attendo con ansia la trasposizione cinematografica del romanzo "The Crowded Room", la vera storia di Billy Milligan, da cui Split ha solo preso spunto. Nei panni del protagonista ci sarà addirittura Leonardo DiCaprio.
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giovedì 2 febbraio 2017

Jhollywood - In corsa per l'Oscar - Recensioni flash "La La Land" & "Arrival" (no spoiler)

Buonasera Whispers, perdonate la poca presenza, ma a giorni ho l'ultimo esame, sono certa possiate capire. Ovviamente quando ho una serata libera mi dedico a voi, in questo post voglio parlarvi degli ultimi due film che ho visto, che hanno ottenuto diverse nomination ai prossimi oscar: La La Land e Arrival. Non aggiungo altro, spero solo che le recensioni possano piacervi, il mio stile è ancora acerbo ma spero di migliorare. Fatemi sapere le vostre opinioni se avete visto i film, o se desiderate andare a vederli.
La La Land
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La La Land racconta un'intensa e burrascosa storia d'amore tra un'attrice e un musicista che si sono appena trasferiti a Los Angeles in cerca di fortuna. Mia è un'aspirante attrice che, tra un provino e l'altro, serve cappuccini alle star del cinema. Sebastian è un musicista jazz che sbarca il lunario suonando nei piano bar. Dopo alcuni incontri casuali, fra Mia e Sebastian esplode una travolgente passione nutrita dalla condivisione di aspirazioni comuni, da sogni intrecciati e da una complicità fatta di incoraggiamento e sostegno reciproco. Ma quando iniziano ad arrivare i primi successi, i due si dovranno confrontare con delle scelte che metteranno in discussione il loro rapporto. La minaccia più grande sarà rappresentata proprio dai sogni che condividono e dalle loro ambizioni professionali.

Recensione "La la land" è un capolavoro, azzardato iniziare una recensione in questo modo, ma è una pellicola che mi è piaciuta sotto ogni punto di vista. 
Damien Chazelle, il giovane e talentuoso regista, ha diretto uno splendido omaggio alla vecchia Hollywood. Sono tante le citazioni che impreziosiscono questa pellicola, due fra tutte Mouline Rouge e Singin' in the Rain, Alcune inquadrature dal sapore retrò mi hanno riportata alla mente i film del passato. "La la land" è la dichiarazione d'amore di Chazelle verso la settima arte.
In questa pellicola duettano cinema e teatro, su queste stesse note danzano un indimenticabile passo a due sogno e realtà"La La Land" è un film dai toni nostalgici, un film in cui gli anni 50/60 si fanno strada nel nuovo millennio, un film senza tempo. 
La sceneggiatura, scritta dallo stesso regista, è lineare, semplice, qualcosa di già visto potranno obiettare molti. Gli stereotipi, inseriti nella cornice di una favola dal gusto dolce/amaro, appaiono novità. Questo film racconta le vite di due ragazzi che inseguono i loro sogni, il destino li fa incontrare, innamorare perdutamente, l'io lascia il posto a noi, quel noi però implica delle scelte.
Emma Stone, una delle mie attrici preferite, è sensazionale, ipnotica, magnetica, in questa parte dimostra di essere un'artista completa. Lei è la papabile vincitrice da battere. Ryan Gosling è affascinante, convincente, il ruolo gli calza a pennello, ma a mio avviso è oscurato dalla Stone.
La fotografia rapisce sin da subito, ogni sequenza è un'incantevole tela dipinta, un tripudio di colori. Le musiche sono straordinarie, Justin Hurwitx ha composto una colonna sonora memorabile. Gli intermezzi canori non sono così tanti come si potrebbe immaginare.
Correte a vedere questo film, potrebbe persino piacere a chi non ama i musical. Questa piccola merita la vostra attenzione, non giudicatela prima di averla vista.

Questa pellicola è l'ideale per gli amanti della settima arte, perfetta la dedica sulla locandina "ai folli e ai sognatori".

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Arrival
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Quando un misterioso oggetto proveniente dallo spazio atterra sul nostro pianeta, per le susseguenti investigazioni viene formata una squadra di élite, capitanata dall'esperta linguista Louise Banks. Mentre l'umanità vacilla sull'orlo di una Guerra globale, Banks e il suo gruppo affronta una corsa contro il tempo in cerca di risposte - e per trovarle, farà una scelta che metterà a repentaglio la sua vita e, forse, anche quella del resto della razza umana.

Recensione  Arrival, basato su un racconto dell'antologia Storia della mia vita di Ted Chiang, è il film che non ti aspetti, riduttivo definirlo solo fantascientifico, Villeneuve ha creato qualcosa di nuovo.
Lo spettatore si trova faccia a faccia con alieni più umani degli umani stessi. Niente scontri in stile "La guerra dei due mondi", niente devastazione o spargimento di sangue, qui gli scontri si combattono su un piano più elevato e raffinato: quello della comunicazione, tematica incuriosisce il pubblico sin dall'inizio.  
La sceneggiatura è ben scritta, non priva di pecche (non posso fare spoiler), ma lasciatemi dire che l'idea di fondo è geniale, solo chi ha visto il film può capire.Amy Adams è l'anima di questo film, i suoi silenzi, i suoi occhi ed la sua innata espressività parlano per lei. La Adams è una grande attrice privata di una meritata nomination. Jeremy Renner mi è piaciuto, ma il suo personaggio rimane nell'ombra.
Questo film è molto attuale, basta pensare alla dinamica tra le superpotenze, inevitabile una riflessione sul momento delicato che stiamo vivendo.
Alcune scelte registiche non mi hanno fatta impazzire, per esempio non ho apprezzato le messe a fuoco del solo personaggio principale nelle inquadrature in cui erano presenti più attori, probabilmente questo ha infastidito solo una neo-talpina come me. 
Le ultime sequenze riservano un colpo di scena sensazionale, amo quando i film mi spiazzano, ma per certi versi il finale l'ho trovato però un po' affrettato.
Giunti ai titoli di coda il pubblico era silenzioso, poi è iniziato il classico brusio post visione, in tanti facevano al vicino la stessa domanda: "qual è il senso del film?", anche io me la sono posta.
Interpretazione personale: Arrival non parla solo di comunicazione, ma anche di seconde occasioni, in modo assolutamente innovativo e sorprendente, su quest'ultimo punto non posso aggiungere altro, dovrei inevitabilmente fare degli spoiler.
Non è una pellicola perfetta, ma mi sento di consigliarla, merita una chance, statene alla larga se amate lo stereotipo dell'alieno dominatore.
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