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venerdì 9 marzo 2012

Emozioni: La notte di Elie Wiesel

Qualche giorno fa ho concluso una lettura travolgente, commovente, che mi ha lasciato senza fiato.
Il libro in questione mi è stato prestato dalla mia Prof. di latino, che nutre molto interesse per i diritti umani, ed ha tenuto una lezione incredibile su quanto accaduto durante la seconda guerra mondiale nei campi di concentramento. Una delle ultime battute del discorso fatto con lei ha riguardato un gruppo di uomini che non credono nell'esistenza della shoa? Com'è possibile ciò? E' assurdo!!
Lei mi ha visto interessata all'argomento e mi ha presto il libro: ''La notte'' di Elie Wiesel.

Quella che mi accingo a fare non è una recensione, perchè non si può fare su questo genere di libri che trattano di argomenti tanto delicati. Posso fare solo un appunto, lo stile del sopravvissuto Elie Wiesel è triste e giunge al cuore, e come se un vecchio nonno ci abbia fatto sedere sulle sue ginocchia e scosso dalle emozioni ci racconti ciò che è stato.
Il manoscritto è composto da poco più di 100 pagine, e per una lettrice accanita come me non sono nulla, ma vi giuro ho dovuto andare con calma, perchè gli eventi mi hanno risucchiato in un uragano che mi ha totalmente devastato. Elie, premio nobel, narra di quando la guerra stava ormai volgendo al termine, le truppe tedesche stavano per essere sconfitte ma ancora avevano il controllo di alcuni campi di concentramento. E' proprio in questo scenario, quando tutto sembra tornare alla normalità, che molti ebrei vengono deportati.
Sappiano tutti che i vagoni costruiti per ospitare del bestiame, venivano utilizzati per trasportare la genta, ammassata l'una alle altre in compagnia della paura e della fame, e degli escrementi.
La realtà dei campi di concentramento è devastante, in tali condizioni la fede viene meno, le forza sono prosciugate a causa dell'assenza di cibo,  i legami tra persone non esistono, si è soli all'inferno con la propria sofferenza.
Io vi consiglio di cuore questa lettura che rimane nel cuore, il terrore dei deportati entra nelle vene, per rimanere sepolto in noi per sempre perchè non dobbiamo dimenticare.

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