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martedì 24 febbraio 2015

Recensione "Il gioco dell'inganno" di Adele Vieri Castellano

Buonsalve miei cari Whispers, finalmente la sessione si è conclusa, ed ho modo di dedicarmi alla mia piccola creatura, è tempo di recuperare recensioni arretrate, quella che vi propongo questo pomeriggio è di un libro scoperto per caso con cui è stato subito colpo di fulmine.
Da tempo ero in cerca di un romanzo storico che mi facesse perdere la testa, che mi mandasse letteralmente su di giri: "Il gioco dell'inganno" di Adele Vieri Castellano è proprio ciò che ho desiderato a lungo. Confesso che l'unica, e sottolineo unica, nota negativa di questo romanzo è la copertina che non rende giustizia alla storia che è narrata tra le sue pagine.

Laggereditore - Cart. 8.50 - Kindle 2.99
pag. 480
Trama
Venezia, 1796. Lorenza, la giovane figlia del barone Marianin, sa che la attende un matrimonio senza amore e vuole concedersi un’ultima giornata di libertà tra le calli invase dalla folla colorata e festante del Carnevale. Bellissima e spavalda, non sa che la frenesia e la confusione nascondono grandi pericoli per una ragazza sola e sta per essere vittima della violenza di due uomini mascherati. Ma in suo soccorso arriva la più fosca e sinistra delle maschere: la baùta. Chiunque si nasconda dietro quel volto di cartapesta, ha negli occhi e nella voce il fascino della notte che è insieme rifugio dei briganti e covo delle stelle. Aristocratico o spia, la baùta non vuole rivelare il suo nome, trincerandosi dietro la sua fermezza elegante e decisa. Lorenza sa che non riuscirà a dimenticarlo, senza immaginare che poco tempo la separa dall’incontrarlo di nuovo… L’uomo misterioso è un’ombra tra le ombre che si muovono nella fitta rete di inganni della politica veneziana, in cui Lorenza sarà presto coinvolta in un crescendo di rivelazioni fatali e infuocata passione.

Recensione
Il tramonto della Serenissima fa da scenario ad
un amore tormentato e straordinario.

Indosso una maschera dorata del medesimo colore dei ricami sul corpetto del mio abito blu cobalto,voglio mimetizzarmi tra la gente accorsa in massa per vivere l'ebrezza del Carnevale Veneziano, più precisamente quello del 1796.
ho un mantello sulle spalle ed il cappuccio sollevato copre parte del volto. Desidero lasciarmi travolgere dalla folla festante in Piazza San Marco,
Questo è il modo in cui mi sono preparata per gustarmi "Il gioco dell'inganno", per qualche giorno nell'istante stesso in cui aprivo il libro abbandonavo la mia identità, ero una delle tante dame con indosso una maschera, una spettatrice di una storia d'amore passionale e tormentata che mi è entrata sotto pelle, che mi ha rubato il cuore.
Questo romanzo è stato per me come una droga, non ne avevo mai abbastanza, necessitavo quotidianamente di una piccola dose che mi facesse sopportare la lontananza da esso quando avevo altro da fare.
L'autrice è riuscita a tessere una trama intrigante e coinvolgente, ha ammaliato il lettore con il suo stile fluido ed impreziosito da un linguaggio che riporta alla mente l'eleganza ed il fascino di come si parlava un tempo. Le descrizioni della Castellano sono intrise di poesia, agli occhi dello spettatore appaiono incredibilmente reali, come se lei avesse camminato tra le calli Veneziane, come se fosse stata su una gondola e respirato l'aria della laguna alla fine del XVIII secolo. Lei è riuscita in un impresa molto ardua, mi ha fatto dono di un vero viaggio a ritroso nel tempo.

La protagonista è Lorenza, la figlia del barone Marianin, un'eroina caparbia e coraggiosa, nata nell'epoca sbagliata, un periodo in cui la donna deve solo sfoggiare la propria bellezza nei salotti nobiliari, possibilmente sottobraccio ad un marito facoltoso, sposato sotto costrizione. Quello in cui ci ritroviamo è un'epoca in cui l'amore è un lusso che in pochi possono permettersi.
Lei al contrario delle altre, ha avuto la fortuna di studiare, di leggere libri considerati inadatti ad una donna del suo status sociale; questi stessi romanzi hanno plasmato la sua indole sognatrice ed indipendente, che sfortunatamente verrà imbrigliata dalle catene di un matrimonio infelice.
Lorenza accetterà con dignità la sua triste sorte, ma prima di ciò vuole godersi un ultima notte di libertà a Venezia, con lei vi è Marietta, la sua inseparabile cameriera nonché voce della sua coscienza, uno dei tanti personaggi secondari, anche loro perfettamente caratterizzati.
Le due sfortunatamente si perderanno di vista. Lorenza si ritroverà in un quartiere malfamato, due vigliacchi, con il volto celato, tenteranno di violentarla, ed è allora che in suo soccorso giungerà la più sinistra delle maschere la Baùta.
Quella stessa notte la vita di Lorenza prenderà una piega inaspettata, non riuscirà a dimenticare il senso di protezione e piacere provato accanto all'uomo misterioso, e nella sua mente a lungo riecheggerà la sua voce profonda accompagnata dall'incontenibile desiderio di conoscere l'identità del suo salvatore. Solo in un secondo momento scoprirà che dietro la maschera di cartapesta si cela Jacopo Barbieri, l'uomo che col tempo le farà conoscere il significato della parola: Amore, che non sempre è sinonimo di felicità.
Il conte Jacopo Barbiere, amico/nemico di Bonaparte, è l'angelo custode della laguna veneziana che si cela dietro l'aspetto di un "demone", sarà proprio il suo fascino oscuro, il suo volto sfigurato ed attraente a farvi perdere la testa per lui. Qualsiasi lettrice, però, perderà la testa per il conte Barbieri, per il suo  Le cose però sono destinate a cambiare, quando inizia a desiderare un frutto a lui proibito: Lorenza, una donna per di più sposata, moglie di Adelmo Lamberti, uomo vittima dei suoi stessi vizi che si è macchiato di colpe imperdonabili.
Jacopo pensa di essere destinato alla dannazione eterna e non vuole che un'anima innocente e pura come quella di Lorenza bruci nel suo inferno.



Questa è la storia di un amore straordinario che si staglia su uno scenario fosco quello del declino della Serenissima.
A volte il tempo sembrerà cristallizzarsi, la tristezza cedere il passo ad una gioia fugace e la felicità, a lungo negata, verrà assaporata quando, finalmente, si abbandoneranno alla passione, ignorando i venti del destino che soffiano contro di loro. Durante queste scene le mani di Lorenza percorreranno i sentieri tracciati dalle cicatrici sulla pelle di Jacopo, e contemporaneamente le dita di lui, abituate ad impugnare armi, ad essere macchiate del sangue del nemico, sfioreranno un corpo che saprà di desiderare ancor più della prosperità della sua Venezia.
Tante volte, però, le lancette dell'orologio segneranno momenti in cui il vostro cuore sarà sul punto di frantumarsi, in particolare durante una scene, che precede l'atto finale di un libro che, se non si fosse ancora capito, ho amato follemente. Non aggiungo solo, vi invito a leggere questo incredibile romanzo.

Anche per oggi è tutto, confesso che la gestazione di questa recensione è stata piuttosto lunga, forse non ho reso giustizia ad un romanzo che mi ha ammaliata come pochi.
Indossate il vostro abito più bello, i guanti ed un mantello per proteggervi dalla vento notturno che sembra simulare urla e lamenti provenienti dai vicoli della laguna, acconciatevi i capelli e non dimenticate la maschera, io vi aspetto sulla gondola ormeggiata poco distante da qui.


Adele Vieri Castellano ha pubblicato per Leggereditore il suo primo romanzo storico, Roma 40 d.C. Destino d’amore, dopo aver vinto il concorso di racconti indetto dalla stessa casa editrice nel 2011. Nata a metà degli anni Sessanta, ha vissuto per anni in Francia e ha due punti ben saldi nella sua vita: la lettura e la scrittura. Vive a Milano, con tre gatti e un computer portatile. Nonostante le traduzioni, l’editing di libri, gli articoli e i romanzi che affollano le sue giornate, non dimentica mai le amiche perché, senza di loro, il suo sogno non si sarebbe realizzato.





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mi farebbe piacere avervi come lettori fissi del blog e vi invito sulla pagina del Whisper 

ps: senza alcun dubbio leggerò altri libri della Castellano, che ringrazio di cuore per aver dato vita ad una storia tanto meravigliosa. Io come lei amo la storia, e confesso che mi avrebbe fatto piacere averla avuta come docente, perché quello che emerge dal suo libro è la passione smisurata nei confronti di "Ciò che è stato". Buon pomeriggio Whispers :D


4 commenti:

  1. Grazie Whisper, sono contentissima ti sia piaciuto il mio libro e il conte Barbieri!

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    1. E' impossibile rimanere indifferenti al fascino del Conte ;)
      Grazie a lei :D

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  2. Io ho in lettura l'ultimo libro della Castellano. :)

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    1. Già aggiunto alla lista, tu questo ambientato a Venezia lo hai letto? :)

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Ti ringrazio per aver visitato il mio blog, spero lascerai una traccia del tuo passaggio. A presto :D