mercoledì 18 marzo 2015

Bottino di recensioni flash: Unbroken - Jupiter - Selma

Buona sera Whispers, avevo accennato nel precedente post di avere mille recensioni arretrate, inizio a recuperare con un tris di film visti già da diverse settimane. Quelle che troverete di seguito sono tre recensioni flash: ce n'è per tutti i gusti. Se avete visto una di queste pellicole fatemi sapere il vostro parere, ultimamente ho scritto spesso e per fortuna pareri positivi mentre questa volta ci sono diversi pareri negativi.


Unbroken: un incredibile storia vera
Un dramma epico che racconta l'incredibile storia dell'atleta olimpionico ed eroe di guerra, Louis "Louie" Zamperini, che insieme ad altri due membri dell'equipaggio, è riuscito a sopravvivere su una zattera per 47 giorni, in seguito ad un disastroso incidente aereo durante la Seconda Guerra Mondiale, per poi essere catturato dalla Marina giapponese e spedito in un campo di prigionia.


Recensione
Il Cinema è come un'anziano e saggio cantastorie che spesso ci racconta vite di uomini realmente esistiti, che meritano di essere conosciute, anzi devono essere conosciute. L'ultimo di questi uomini nel quale mi sono imbattuta sul grande schermo è Louis Zamperini. La sua storia ha conquistato Angelina Jolie che ha deciso di farla divenire un film.
Louis Zamperini è prima di tutto un italiano, un immigrato in terra straniera, ha salutato il tricolore per abbracciare la bandiera a stelle e strisce, è stato campione olimpionico, soldato e poi prigioniero di guerra. Insieme ad alcuni suoi commilitoni è sopravvissuto per più di un mese su un gommone disperso nell'oceano, dopo che il loro aereo era precipitato. In una situazione tanto critica mi è sembrato non vacillare mai, anche una volta trovato e catturato dai soldati giapponesi ho avuto l'impressione che fosse disumano, troppa tenacia, troppa resistenza racchiusa in un unico uomo. Ogni tanto anche lui ha avuto momenti di cedimento, eppure tornava subito in sé, il titolo racchiude perfettamente l'essenza del personaggio che la Jolie ed i suoi sceneggiatori hanno voluto ritrarre "Unbroken" (invicibile), eppure credo che avrebbero dovuto mettere più in luce le sue fragilità, quelle che sono certa il vero Louis ha avuto. Le mie parole possono trarre in inganno, perciò è meglio che dica che questo personaggio mi ha toccato il cuore.
Interessante il mondo in cui hanno sviluppato l'ossessione che il comandante del campo di concentramento nutriva nei confronti di Louis, 
Una cosa che ho apprezzato tantissimo è stato il montaggio, la prima parte si gioca su due linee temporali: passato e presente, attraverso i flash-back conosciamo la vita del protagonista, che nei momenti peggiori sembrava ancorarsi alla vita, alla speranza raccontando a sé stesso ed ai suoi compagni, la ricetta e la pratica con cui sua madre realizzava gli gnocchi. Quest'idea è stata geniale.
Ha tratti il film può apparire lento, eppure l'arrestarsi del tempo della narrazione, è funzionale alla storia, se lo avete visto comprenderete il mio pensiero.
Io promuovo la Jolie regista che deve ancora consolidare un proprio stile ma che si trova sulla buona strada, e non posso non menzionare Jack O'Connell, attore protagonista molto talentuoso.


Jupiter: il destino dell'universo
Dalle strade di Chicago alle galassie lontane e vertiginose dello spazio, Jupiter Il Destino dell'Universo narra la storia di Jupiter Jones (Mila Kunis), che, nata sotto una buona stella, mostra segni d'esser predestinata a grandi cose. Una volta cresciuta, Jupiter continua ad avere grandi sogni, ma si sveglia in un'amara realtà fatta di un lavoro di pulizia di case altrui, ed una vita difficile. Solo quando Caine (Channing Tatum), un cacciatore ed ex-militare geneticamente modificato, arriva sulla Terra per rintracciarla, Jupiter comincia ad intravedere il destino che le è stato prospettato: possiede infatti la firma genetica che la contrassegna come prossima, in linea di successione, di una straordinaria eredità che potrebbe alterare l'equilibrio dell'intero cosmo.
Trailer

Recensione
Jupiter è una pellicola ha metà tra un romanzo di fantascienza ed un videogioco.
Dopo la visione del trailer speravo di gustarmi un film diverso da quello che poi ho visto.
In questa pellicola ritroviamo tutti i cliché di una storia in cui "l'eletta" deve salvare il mondo: all'inizio ignora la sua vera identità, si innamora del bello e dannato lupo/uomo da laboratorio, che diviene il suo angelo custode, poi.. (l'elenco è infinito). Una volta scoperta la verità la protagonista passa velocemente da uno stato di paura ed incredulità, alla presa di coscienza del proprio destino di salvatrice, ok che i tempi cinematografici sono brevi, ma il cambio nel personaggio è piuttosto repentino. 
Inizialmente sembra che venga messa molta carne al fuoco, sembra di trovarsi dinanzi ad una matassa ingarbugliata che a tratti incuriosisce lo spettatore, ma ecco che già dopo metà pellicola quella che poteva essere una trama con un minimo di potenziale ha risvolti assolutamente banali. Avrebbero potuto fare di meglio, avrebbero potuto lavorare su colpi di scena, ed invece non hanno osato affatto.
Le interpretazioni di Mila Kunis e Channing Tatum, sono convincenti peccato che siano penalizzati da personaggi che avrebbero potuto essere costruiti meglio, specialmente quello maschile, un'idea poteva essere quella di mostrare con flash-back il suo passato, di lavorare sul suo tormento, che risulta essere solo un contorno nelle vicende dell'eroina.
Eddie Redmayne riesce a dare spessore all'antagonista grazie alla sua voce roca ed ad uno sguardo malato, sintomo di una psicologia disturbata, eppure anche questo personaggio sembra non esplodere mai.
Quando mi trovo dinanzi a pellicole con parecchie lacune dal punto di vista della sceneggiatura, mi piace fantasticare sulle modifiche che vi apporterei: ah quante cose avrei cambiato, specialmente il finale.
Di questo film mi sento di salvare assolutamente gli effetti speciali: sbalorditivi e sorprendenti.


Selma: la strada per la libertà
Ambientato negli Stati Uniti, durante la presidenza Johnson, il film racconta la marcia di protesta che ebbe luogo nel 1965 a Selma, Alabama. Guidata da un agguerrito Martin Luther King, questa contestazione pacifica aveva lo scopo di ribellarsi agli abusi subiti dai cittadini afroamericani negli Stati Uniti e proprio per la sua natura rivoluzionaria venne repressa nel sangue.

Recensione
Selma è un film che ho atteso con ansia, recensioni entusiastiche avevano fatto lievitare le mie aspettative.
Mi sembra impossibile, che prima di questa pellicola, mai nessuno avesse realizzato una sceneggiatura su un personaggio tanto importante come Martin Luther King. La sua storia mi affascina da sempre, e sono stata felice che finalmente una piccola parte della sua vita sia giunta sul grande schermo.
Mi voglio soffermare proprio sul fatto che abbiano puntato i riflettori solo su un frammento della sua intesa esistenza, hanno dato per scontato che tutti conoscessero la sua storia, della quale sono noti solo i momenti salienti. Questo secondo me è stato un errore.
Il film ci racconta di come gli uomini di colore guidati dal dottor King abbiano più volte provato a portare a termine la marcia di protesta pacifica da Selma a Montgomery, di come essa sia stata osteggiata dai bianchi che non hanno esitato ad utilizzare la violenza, e di come alla fine ci sia riusciti.
Io personalmente avrei gradito un film su M. L. King, per conoscere a fondo la sua storia, per non percepire durante la visione un lento scorrere del tempo, avrei preferito una sceneggiatura più incalzante, ma mi rendo conto che questo è un gusto personale, e che quanti hanno lavorato a questo film hanno voluto rendere "La marcia" la vera protagonista della pellicola.
Molte sequenze del film sono intense, forti, toccano profondamente l'animo dello spettatore.
David Oyelowo è stato impeccabile, il suo M.L. King quando si spoglia dei panni di leader veste quelli di uomo comune, di marito, di padre, spesso viene sopraffatto dai sensi di colpa, sente le sue mani macchiate del sangue di quanti hanno deciso di combattere al suo fianco.
La colonna sonora è pazzesca, conduce lo spettatore negli anni sessanta, non a caso "Glory" di John Legend e Common ha vinto l'oscar.
Alcune sequenze le ho viste intrise di tragica poesia, in particolar modo quelle sul ponte: un ponte bianco, il suo nome composto da lettere di metallo grondava ruggine che rievocava il sangue versato sul suo asfalto, quando i bianchi si sono accaniti sui neri. Commovente e perfetta scelta registica è stata quella di usare immagini di repertorio da mostrare attraverso i televisori che altri americani bianchi avevano nelle proprie case, ed è vedendo queste scene strazianti che molti di loro hanno deciso di appoggiare la causa dei propri fratelli di colore.
Film assolutamente consigliato, avrei gradito un ritmo più dinamico durante il primo tempo, ma malgrado ciò merita di esser visto.

Vi auguro una buona serata con la canzone del film:

Se lo desiderate premete sul simbolo 1+ in fondo al post, 
mi farebbe piacere avervi come lettori fissi del blog e vi invito sulla pagina del Whisper 
e sul mio canale Ciak: un amore tra le pagine.
Buona serata
A prestissimo

1 commento:

  1. Sono passata anche per invitarti - se hai voglia di far un pò di promozione al tuo blog al Rifugio degli Elfi dove è in corso un Link Party http://ilrifugiodeglielfi.blogspot.it/2015/03/link-party-degli-elfi-per-la-primavera.html
    Spero che tu voglia partecipare, a presto al Rifugio ;-)

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Ti ringrazio per aver visitato il mio blog, spero lascerai una traccia del tuo passaggio. A presto :D