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mercoledì 27 maggio 2015

Recensione "La grammatica dell'amore" di Rocio Carmona

Buonasera Whispers, scusate l'assenza, avrò modo di parlarvi del motivo che mi ha tenuta lontana dal blog in un altro post, questa volta voglio proporvi la recensione di un romanzo che ho ultimato da un po' e che per certi versi mi ha delusa. Ho mille letture sul comodino ed altre mille recensioni da scrivere, spero di riuscire a fare il possibile durante questa sessione d'esami che si preanuncia infernale. Mi raccomando fatemi sapere la vostra opinione su questo romanzo dalla cover adorabile. 

"La grammatica dell'amore" di Rocio Carmona
pag 304 - cart. 14 - Fanucci
Irene ha appena conosciuto l’amore ma non è andata come sperava. Dopo il divorzio dei suoi è stata spedita a studiare in Inghilterra, ma invece di rimettersi in sesto, la ragazza ha sofferto la sua prima grande delusione. Quello che dovrebbe essere il sentimento più nobile al mondo, per lei è solo un miraggio, qualcosa di distante e incomprensibile. Ed è grazie al suo professore di inglese che intraprenderà un viaggio fondamentale, percorrendo chilometri e chilometri di parole che ridaranno il giusto peso a ciò che sente, ridisegnando per lei un cammino da vivere con l’intensità di un attimo perfetto e insostituibile. Perché, come le insegna il suo professore, la letteratura è vita e amore. E sarà un vero colpo di fulmine ciò che la trascinerà pagina dopo pagina.




Recensione
Ho a lungo desiderato questo libro, l'ho corteggiato senza mai fare il primo passo, alla fine ho ceduto è l'ho acquistato. 
L'entusiasmo iniziale durante i primi capitoli ha traballato, l'incendio non è divampato, bensì la fiamma di tanto in tanto sembrava potersi spegnere.
Lo stile dell'autrice è semplice, scorre facilmente, niente di elaborato.
Il punto debole del romanzo è proprio la protagonista: Irene. Lei è un'adolescente spagnola che, a seguito del divorzio dei genitori, si trasferisce in Cornovaglia per studiare, qui è la "straniera", qui deve rimboccarsi le maniche e ricominciare da capo. In Irene convivono due personalità: una frivola ed infantile, mentre l'altra, quella che ho maggiormente apprezzato, più matura e riflessiva. 
Irene si trova a dover affrontare la prima delusione d'amore, il suo cuore è stato scalfito per la prima volta da un ragazzo. 
Questa ferita sarà sanata da uno dei suoi docenti, il professore di Letteratura, colui che la guiderà lungo un cammino complesso ed affascinante, lei dovrà seguire un corso speciale quello sulla "grammatica dell'amore": attraverso la lettura di sette intramontabili classici della letteratura mondiale. Pur essendo molto giovane, imparerà a conoscere i vari volti del sentimento più nobile che esista (A sud del confine a ovest del sole di Murakami, Orgoglio e pregiudizio della Austen,  Lettera di una sconosciuta di Stefan Zweig, Anna Karenina di Tolstoy, I dolori del giovane Werther di Goethe, Jane Eyre della Bronte, e infine L'amore ai tempi del colera di Marquez).
L'autrice quando parla di ciascun libro dà prova della sua sconfinata cultura. Ad alcuni lettori potrebbe aver dato fastidio venire a conoscenza dei finali di queste storie, ma trattandosi di classici era un qualcosa di prevedibile. Alcune riflessioni le ho trovate più profonde di altre, forse sono io ad essere eccessivamente pignola, ma avrei voluto che Irene avesse avuto modo di mettere in atto gli insegnamenti tratti dalle sue letture, mi sarebbe piaciuto che le accadessero episodi simili a quelli vissuti dai personaggi dei classici. La sua vita, invece, a mio parere è al quanto monotona, non mi ha coinvolta affatto.Malgrado ciò, è innegabile, che la protagonista alla fine del libro sia più matura, più forte rispetto ai primi capitoli.
Non posso non dedicare due parole al professore. La figura del docente è affascinante, se la protagonista non fosse stata una teenager avrei fatto il tifo per loro. Alcune scene descritte nei capitoli sembravano più adatte ad una coppia di fidanzati piuttosto che ad un docente con la sua allieva, in certi contesti i ruoli vanno assolutamente rispettati e si devono mantenere le distanze. Ciò non toglie che tutti noi meritiamo un insegnante come lui, qualcuno che con passione guidi la crescita dei propri studenti.
Il finale mi ha lasciata perplessa, prevedibile, avrei desiderato qualcosa in più.
Per il modo in cui è strutturato il romanzo mi sento di consigliarlo ad un pubblico giovane, "la grammatica dell'amore" potrebbe risultare molto utile in un periodo delicato come quello dell'adolescenza.
L'idea non è affatto male, ma i continui alti e bassi non mi hanno fatto apprezzare a pieno questa lettura.

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mi farebbe piacere avervi come lettori fissi del blog e vi invito sulla pagina del Whisper  e sul mio canale Ciak: un amore tra le pagine.

Buonanotte  Whispers.

6 commenti:

  1. Non ne avevo mai sentito parlare ma sembra carino :)

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    1. Carino é una giusta definizione. Qualsiasi lettore apprezzerà molto le riflessioni su i grandi classici, il resto a me è piaciuto meno. Fammi sapere se lo leggerai :)

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  2. Peccato per il finale, quando sono scontati sono deludenti! :(

    Un abbraccio :)


    http://spiritolibro.blogspot.it

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    1. Specialmente nei romanzo autoconclusivi il finale è fondamentale, da un libro del genere mi sarei aspettata qualcosa di più :)

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  3. Peccato , dal titolo e dalla trama sembrava interessante, ma dopo la tua recensione non sono molto convinta. Ora come ora ho un sacco di libri da leggere, quindi è meglio che mi concentri su quelli, magari quando avrò tempo lo cercherò in biblioteca, anche solo per le riflessioni sui classici :)

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    1. Le riflessioni sui classici meritano molto, ma il resto poteva essere arricchiti di più. Mi aspettavo ben altro da questa lettura, comunque sono stati in molti ad apprezzare questo libro, chissà che non piaccia anche a te ;)

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Ti ringrazio per aver visitato il mio blog, spero lascerai una traccia del tuo passaggio. A presto :D