giovedì 30 novembre 2017

C'era una volta la Shakespeare and Company, la libreria in cui si dorme gratis

Avete presente il film "una notte al museo"?! Bene, io ho sempre desiderato di vivere "una notte in libreria" in compagnia dei personaggi dei miei romanzi preferiti che per poche ore, smesse le vesti fatte di carta ed inchiostro, diventano di carne ed ossa. 
C'è un posto nel mondo dove questo è possibile e si trova al numero 37 di Rue de la Bucherie a Parigi: è la libreria Shakespeare and Company, una delle maggiori attrazioni della capitale francese. 
Andiamo per gradi, mettetevi comodi, vi racconto una storia.

George Whitman
, dopo essersi laureato in giornalismo a Boston nel 1935 ed aver viaggiato a lungo, decide di fermarsi nella
 Parigi appena liberata dal Nazismo. E' qui che crea un luogo unico, simbolo di rinascita e speranza dopo gli anni bui della guerra: nel 1951 apre la libreria Le Mistral, che, solo nel 1964, sarà rinominata Shakespeare and Company, tributo al celebre bookstore degli anni '20 fondato da Sylvia Beach.

Sylvia Beach & James Joyce
La Beach all'età di diciannove anni lascia gli Stati Uniti per studiare letteratura a Parigi, ha un grande sogno, tornare in patria ed aprire una libreria francese a New York. Gli elevati affitti della grande mela la portano a cambiare i suoi programmi, il 19 novembre 1919 apre una libreria americana a Parigi: la Shakespeare and Company.
Questo bookstore diventa il luogo di ritrovo dei maggiori esponenti della lost generation come Francis Scott Fitzgerald, Gertrude Stain ed Hemingway. L'autore a cui è indissolubilmente legato il nome della Beach è quello di James Joyce: lei è stata la prima editrice dell'Ulysses
Con lo scoppio della guerra e l'invasione nazista Sylvia, al contrario dei suoi compatrioti, rimane a Parigi e combatte con tutte le sue forze per tenere aperta la libreria, simbolo di progresso culturale e libertà di pensiero. Nella notte del 14 giugno 1940 la Beach, in gran segreto, trasferisce tutti i suoi libri in un vecchio appartamento così che i tedeschi non li distruggano. Ecco cosa scrisse nelle sue memorie "chissà se i tedeschi vennero davvero a confiscare Shakespeare and Company? Se sì, non la trovarono (..) Ma alla fine vennero a prenderne la proprietaria". La Beach fu imprigionata in un campo di concentramento per sei mesi, tornata a Parigi, per evitare di essere nuovamente deportata, si nasconde da un'amica. Anche dopo la liberazione la libreria non riaprirà più i battenti.

George Whitman e sua figlia Sylvia
La sua eredità è stata raccolta dalla nuova Shakespeare and Company di George Whitman ed oggi gestita dalla figlia: Sylvia.
Questa libreria è diversa dalle altre, al piano superiore dispone di sei posti letto stipati tra le librerie colme di volumi. Quanto costa una notte? E' gratis, ma è possibile pernottarvi ad una condizione: bisogna ricevere l'invito della proprietaria. Solo autori, esperti di letteratura ed accaniti lettori possono avanzare la richiesta per sostenere l'incontro conoscitivo con Sylvia Whitman. I fortunati ricambieranno svolgendo lavoretti in libreria per un'ora come spolverare, rimettere in ordine, leggere un romanzo o scrivere una breve biografia che sarà lì custodita. Un'ora per me è troppo poco, svolgerei queste mansioni per mesi e mesi.
Ecco la testimonianza di Adelaide Cioni traduttrice italiana che ha avuto l'onore di ricevere l'invito: 
Nel marzo del 2007 ero a Parigi e avevo bisogno di un posto dove dormire. (...) È sempre strano chiedere ospitalità a chi nemmeno ti conosce, ma lei fu gentilissima, mi disse "Sì, la stanza è libera, puoi venire anche subito." E che stanza! Un lettino singolo e un tavolino sotto una finestra che guarda Notre Dame,(...) Dormivo sotto file di volumi di prime edizioni di Hemingway e Joyce e Whitman. Un sogno. Sono rimasta lì due settimane. E' stata un’esperienza straordinaria soprattutto per la possibilità che mi ha dato di conoscere George Whitman, (...) che si accorciava i capelli con la fiamma di un accendino e la domenica mattina preparava pancake per gli ospiti dell’Hotel Tumbleweed, come lo chiamava lui. (...) Che seguiva davvero il motto che aveva scritto sulla parete al piano di sopra: Be not inhospitable to strangers lest they be angels in disguise. (...)Unica regola: dentro la libreria non si fuma e non ci si droga.”

Se l'invito non dovesse arrivare non temete, a Kyoto esiste l'hotel-libreria il Book and Bed che dispone di cuccette tra gli scaffali dove si può leggere fino all'alba, per un costo che va dai 26€ e i 45€ a notte.



Conoscevate questa storia? Vorreste dormire in una meravigliosa libreria? Io starei certa sveglia fino all'alba a leggere.


Un abbraccio
Jo'

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